Addolcitori acqua: come funzionano e quali scegliere
Cos'è e come funziona un addolcitore d'acqua
Il calcare nelle case è un problema notevole, la cui formazione va costantemente monitorata. Studi più recenti rivelano che gli addolcitori sono solo una delle possibili soluzioni a tale problema. Proprio per questo, uno degli interventi più importanti che possiamo fare per proteggere la nostra casa è installare un addolcitore d’acqua.
Mettete un addolcitore, componente fondamentale per affrontare il problema dei sedimenti e delle impurità. Garantire oggi un adeguato trattamento dell’acqua vuol dire non solo proteggere l’investimento immobiliare, ma anche ridurre i costi d’esercizio.
Un addolcitore d’acqua è particolarmente utile in caso di acqua dura, preservando gli impianti dal calcare, prolungandone la vita utile e migliorando il comfort abitativo.
Gli addolcitori d’acqua, infatti, agiscono sulla composizione chimica dell’acqua dura, eliminando i sali che la rendono dura, ma lasciando inalterato tutto il resto. I sali di sodio sostituiscono progressivamente il calcio e il magnesio. La colonna dello scambiatore è riempita con una bombola carica di resine a forte base cationica. Mentre l’acqua passa attraverso la colonna, le resine attraggono i minerali duri.
Gli addolcitori sono composti principalmente da un bombolone riempito con resine a scambio cationico ad alta capacità. È anche bene sapere che un addolcitore privo di sale non addolcisce, anzi, si satura di calcare. All’interno del dispositivo è presente un grande contenitore cilindrico («bombola») contenente palline di resina sintetica.
La limitazione dell’addolcimento è che le resine hanno una capacità di scambio che si esaurisce con il tempo. Al massimo livello di saturazione, entra in funzione la rigenerazione: una soluzione di acqua e sale (cloruro di sodio) elimina il calcio e il magnesio accumulati e ripristina gli ioni di sodio.
Durezza dell’acqua: come si misura
L’acqua può essere molto dolce, dolce, mediamente dura, dura o molto dura. In molte zone la durezza supera i 30 gradi francesi, quindi servono decalcificatori o altri trattamenti specifici. Ecco come si classificano:
Se i sali duri presenti nell'acqua derivano da carbonati e bicarbonati (durezza temporanea), questi vengono eliminati mediante il riscaldamento.
Se invece la durezza è permanente, dovuta a solfati e cloruri, l’acqua diventa più aggressiva perché aumenta la sua forza chimica.
In Italia, la durezza dell’acqua si misura in gradi francesi (°F). Più raramente, la durezza viene espressa in milligrammi per litro di carbonato di calcio. Per esempio, misurando la concentrazione a una temperatura di 10 °F., il primo termine sarebbe 100 mg/l., Il secondo 10° F. In generale l’acqua si classifica così:
Fino a 4 °F: acque molto dolci
Da 5°F a 10°F: acque dolci
Da 11°F a 25°F: acque mediamente dure (generalmente accettabili)
Da 26°F a 50°F: acque dure
Oltre i 50°F: acque molto dure
In gran parte della nostra Penisola questo valore supera i 30 °F, per cui l’acqua risulta particolarmente dura.
Perché avere un addolcitore a casa
Un aspetto spesso trascurato è quello dei vantaggi offerti dagli addolcitori d'acqua domestici. E il calcare è un ottimo isolante termico. Oltre a evitare problemi idraulici, danni estetici e un funzionamento improprio dovuto a un uso inadeguato della risorsa idrica o a detersivi mal utilizzati.
Infatti, l’acqua dura provoca non pochi problemi.
Le incrostazioni riducono il diametro delle tubature e, di conseguenza, in alcuni punti l’acqua fa più fatica a passare.
I produttori usano sempre più spesso materiali meno adatti, anche per i rompigetto che, prima incrostati da residui dovuti all’acqua dura, si logorano sempre più precocemente.
Le comuni macchie bianche che compaiono su box doccia o lavelli sono difficili da eliminare e, per eliminarle, si ricorre spesso a detersivi particolarmente aggressivi o acidi.
Con l’uso dell’acqua addolcita, priva cioè di sali di calcio e magnesio, i tensioattivi dei saponi agiscono più facilmente. Al contrario, l’acqua dura, in combinazione con i detersivi, favorisce la formazione di composti e sali insolubili che si depositano sui tessuti e li rendono più rigidi.
L'installazione di un sistema di addolcimento dell'acqua consente di ridurre fino al 75% la spesa per detersivi e ammorbidenti.
Un’impiantistica condominiale efficiente prolunga anche la vita utile degli elettrodomestici.
Nel bilancio del condominio, le manutenzioni straordinarie sulle colonne comuni di scarico e di riscaldamento non sono mantenute efficienti e performanti.
Anche se lavarsi con acqua dolce non è sempre possibile, è una pratica che preserva la salute della pelle, dei fusti e del cuoio capelluto e riduce numerosi disturbi dermatologici, a differenza del consueto uso di acque dure.
Risparmio energetico e protezione degli elettrodomestici
La protezione degli asset tecnologici della casa è un vantaggio fondamentale. Un addolcitore domestico prolunga la vita delle lavatrici (proteggendo i filtri), degli scaldabagni (proteggendo la resistenza) e delle lavastoviglie. In particolare, il calcare funziona come un isolante termico molto efficace: la presenza di incrostazioni nelle caldaie ostacola lo scambio termico e, di conseguenza, comporta uno spreco energetico. Basta un millimetro di calcare sulle resistenze per aumentare i consumi dal 10% al 15%.
Inoltre, un addolcitore condominiale garantisce che anche le parti comuni, come le colonne di scarico e i sistemi di riscaldamento centralizzati, restino efficienti nel tempo. Questo riduce drasticamente gli interventi di manutenzione straordinaria, che spesso rappresentano una voce pesante nel bilancio dei condomini, proteggendo preventivamente il patrimonio collettivo.
Quale addolcitore scegliere? cabinati e doppio corpo
La scelta del sistema ideale dipende da un'analisi che incrocia i prezzi dell'addolcitore dell'acqua, lo spazio fisico disponibile e il fabbisogno idrico della struttura. Non esiste una soluzione universale, ma diverse configurazioni per esigenze specifiche:
1. Addolcitori Cabinati
Questi modelli rappresentano la scelta d'elezione per l'addolcitore in casa singola o in appartamento. Si distinguono per un design compatto, in cui la bombola per resine e il serbatoio per il sale sono integrati in un unico involucro plastico (cabinet). Sono ideali per installazioni in spazi ridotti come sottoscala, garage o vani tecnici interni. Oltre ad essere esteticamente discreti, sono progettati per servire utenze domestiche standard, solitamente fino a 5-6 persone.
2. Addolcitori a doppio corpo
In questa variante, la bombola delle resine e il serbatoio della salamoia sono unità separate, collegate tra loro tramite tubazioni dedicate. Questa configurazione è la norma per l'addolcitore condominiale o per gli impianti industriali di alta portata. Il vantaggio principale è la versatilità dimensionale: i serbatoi del sale possono essere molto più capienti, riducendo la frequenza dei rabbocchi di sale, mentre la bombola delle resine può essere dimensionata per gestire volumi d'acqua elevati. Inoltre, la separazione dei componenti facilita le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Un’altra caratteristica da valutare è la capacità dell’addolcitore, cioè quanti litri d’acqua riesce a trattare fra una rigenerazione e l’altra. Considerando che in Italia ogni persona consuma circa 150 litri d’acqua al giorno, una famiglia di quattro persone richiederà al giorno almeno 600 litri di acqua trattata. In questo modo c’è la certezza di avere sempre acqua dolce, senza sprechi.
In conclusione, l'investimento in un sistema di addolcimento si ripaga in pochi anni grazie ai risparmi sull'energia, sui detersivi e sulle riparazioni idrauliche. Eliminare il calcare è il primo passo verso un'abitazione più efficiente e sostenibile.
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